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 | PAGINA PRECEDENTE | Il Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane è stato istituito nel 1996. È inserito nel comprensorio montano soprastante l'alta pianura friulano – veneta e comprende 36.950 ettari di territorio protetto. Si estende dalla provincia di Pordenone a quella di Udine ed abbraccia la Valcellina (Comuni di Andreis, Cimolais, Claut, Erto e Casso), l'Alta Valle del Tagliamento (Comuni di Forni di Sopra, Forni di Sotto) ed i territori confluenti verso la Val Tramontina (Comuni di Frisanco e Tramonti di Sopra). Si tratta di un vero e proprio paradiso per l’escursionismo di tipo naturalistico ed il trekking, attività garantite da un’adeguata rete di sentieri e da un buon numero di casere e bivacchi. L’intero territorio è considerato di grande interesse geologico, ambientale, storico e naturalistico ed è caratterizzato da un alto grado di wilderness.
| Cosa visitare Sin dall’inizio delle proprie attività, il Parco si è impegnato nel mettersi a disposizione degli Istituti scolastici interessati alla conoscenza ed all’approfondimento delle tematiche naturalistiche, ambientali ed etnografiche caratteristiche delle zone montane; recentemente ha inoltre attivato varie attività legate agli sport all’aria aperta, che non solo contribuiscono allo sviluppo delle capacità psico-motorie della persona, ma la arricchiscono allo stesso tempo di conoscenze scientifiche e di straordinarie esperienze naturalistiche.
Con il servizio A SCUOLA NEL PARCO, il Parco naturale delle Dolomiti Friulane si pone quale riferimento integrativo nell’ambito delle attività di educazione ambientale, didattica naturalistica ed attività sportive ricreative prestate presso gli istituti scolastici. Si tratta di un servizio organizzato e curato direttamente dal Parco, il quale individua percorsi di visita rappresentativi ed attività didattiche adatte a gruppi scolastici di ogni ordine e grado. Alcune delle proposte sono fruibili anche da disabili.
L’organizzazione del servizio di VISITE GUIDATE permette di visitare il Parco attraverso itinerari finalizzati all’osservazione delle principali caratteristiche naturalistiche oppure di effettuare attività sportive e ricreative prestate agli istituti scolastici. Le uscite sul territorio sono integrate dalla presenza di Centri visite e Musei etnografici.
Nel Parco e nei paesi circostanti, ogni anno vengono individuati, testati e proposti degli itinerari rappresentativi, con caratteristiche scientifiche, didattiche, sportive e pedagogiche diverse e peculiari. Gli itinerari sono strettamente relazionati alle strutture di riferimento quali i Centri visite ed i Musei, utilizzati sia come elementi integrativi di visita e di attività connesse sia come riferimenti logistici. Gli itinerari, oltre a consentire lo sviluppo di tematiche di base legate all’ambiente alpino e prealpino, offrono la possibilità di raggiungere e visitare sul luogo i vari punti d’interesse che caratterizzano e distinguono l’area protetta, tra i quali ricordiamo: il Campanile di Val Montanaia, i Libri di San Daniele, il Sovrascorrimento Periadriatico, la Frana del Monte Toc, il Sentiero dei Bambini, la Teleferica della Val Poschiadea, le Impronte di Dinosauro, i Canali di Meduna, la Strada degli Alpini, il Truoi dai Sclops.
I livelli di visita degli itinerari vengono distinti in:
Itinerari naturalistici etnografici: caratterizzati da visite didattiche brevi, facilmente accessibili, adatte a qualsiasi tipo di gruppo.
Itinerari di ambiente: che privilegiano i percorsi escursionistici con l’obiettivo di raggiungere siti di interesse anche distanti ed effettuare osservazioni naturalistiche; sono limitati a gruppi non troppo numerosi e, considerate le esigenze logistiche, richiedono almeno un pernottamento.
Siti e percorsi ricreativi sportivi: impostati con momenti di visita didattica integrata da attività psico motorie quali l’arrampicata. | Caratteristiche naturali Visitare il Parco significa provare l’emozione di trovarsi in un paradiso naturale incontaminato, circondati da vette dolomitiche e paesaggi mozzafiato, in un area protetta che pullula di vita. Un osservatore attento potrà scoprire innumerevoli tracce della presenza dei protagonisti del Parco che non di rado amano farsi fotografare nella loro selvaggia bellezza. La presenza stabile di caprioli, cervi, camosci, galli forcelli, galli cedroni, marmotte e stambecchi denota un patrimonio faunistico molto ricco grazie alla variabilità ambientale e all’alto grado di naturalità dell’ambiente. La regina di queste vallate è diventata il simbolo del Parco: l’Aquila Reale che spesso accoglie i visitatori volteggiando, scrutandoli dall’alto. Non da meno è la ricchezza del patrimonio floristico, con la presenza di specie rare e protette come la splendida Pianella della Madonna, la Campanula Morettiana, il Papavero delle Rocce e numerose orchidee e genziane. Si sono inoltre sviluppati degli autentici endemismi, organismi differenziatisi in tempi lontani e rimasti oggi isolati in aree originarie e circoscritte. Tra questi evidenziamo: l’Arenaria huteri, la Gentiana froelichi, la Daphne blagayana. | Sito rete Natura2000 corrispondente | SIC e ZPS Dolomiti friulane | Comuni interessati | Andreis, Cimolais, Claut, Erto e Casso, Frisanco, Tramonti di sopra, Forni di Sopra, Forni di Sotto | Centro visite | Il Centro visite di un Parco è un vero e proprio biglietto da visita per chiunque voglia avvicinarsi agli aspetti naturalistici, etnografici e culturali del luogo. Nel Centro visite si ha la possibilità di conoscere ed apprezzare quanto di particolare e di diverso si può osservare nell’area protetta: si possono scoprire le varie forme di vita presenti in essa, gli stretti legami tra il mondo vegetale e animale, la lenta evoluzione del paesaggio, gli interventi dell’uomo sull’ambiente e i loro effetti. Nel Parco delle Dolomiti Friulane sono presenti sei Centri visite e due Musei etnografici. Ogni struttura è organizzata attorno ad un tema principale, ma tutte sono strettamente connesse.
Centro visite di Andreis
L’avifauna del Parco e le sue relazioni con l’ambiente e l’uomo sono gli argomenti guida di questo Centro visite, il quale ospita una mostra, un’aula didattica ed una sala per proiezioni e conferenze. Collegata al Centro visite di Andreis c’è l’Area avifaunistica del Parco, la quale ospita un Centro di recupero dell’avifauna ferita.
Centro visite di Cimolais
Inaugurato nel 2008 il nuovo Centro Visite ospita una mostra tematica interamente dedicata alla “Fauna del Parco”. Le novità principali sono state realizzate con l’ausilio delle nuove tecnologie, come ad esempio il “Pavimento Interattivo Dinamico” che permette di interagire e modificare le foto proiettate su un pavimento sensibile, oppure il plastico virtuale che proietta la mappa del parco e i suoi particolari punti d’interesse.
Centro visite di Erto e Casso
“La Catastrofe del Vajont” è il chiaro titolo del racconto di una tragedia simbolo legata alle difficili relazioni tra l’uomo e la natura. La mostra è articolata su due livelli: quello umano ed emotivo da una parte e quello puramente scientifico dall’altra. Oltre alla mostra sul Vajont, il Centro visite dispone di una sala per riunioni e una saletta multimediale.
Centro visite di Forni di Sopra
L’area fornese, tradizionalmente sensibile agli aspetti ed alle risorse rappresentate dalla flora e dalle piante alimentari, ospita nel Centro visite la mostra “La Vegetazione del Parco”, nella quale è possibile raccogliere spunti utili per acquisire le conoscenze necessarie per riconoscere le piante e capire le loro diversità, caratteristiche ed adattamenti.
Centro visite di Forni di Sotto
A Forni di Sotto il bosco ha da sempre rappresentato una fonte inesauribile di sostentamento ed integrazione della povera economia di montagna, pertanto la mostra “Le tipologie forestali del Parco” si pone quale riferimento per raccontare le storie dell’uomo e del bosco attraverso i secoli, illustrando le difficili ed intelligenti tecniche di gestione e di esbosco adottate nelle diverse epoche.
Centro visite di Poffabro (Frisanco)
Il Centro visite di Poffabro è stato ricavato nello stabile dell’ex caseificio. La struttura si articola con il caseificio vero e proprio al piano terreno, con i macchinari originali e gli attrezzi di trasformazione del formaggio degli anni ‘30; il piano superiore ospita una sezione introduttiva sull’ambiente del Parco e uno spazio speciale dedicato alla Val Colvera.
Inoltre una mostra permanente presenta l’interno della malga con riproduzione della “mussa” e di tutti gli utensili per la lavorazione e trasformazione del latte in formaggio, burro e ricotta.
Centro viste di Tramonti di Sopra
Inaugurato nel 2008 il nuovo Centro visite di Tramonti di Sopra ospita l’esposizione “Acqua: natura, patrimonio, energia”. Il percorso porta a scoprire i valori di questo bene naturale nei diversi ambiti dalla vita sulla terra fino allo sfruttamento energetico.
Museo Casa Clautana
La donna, intenta ai lavori di casa, dei campi, della stalla e in cammino “fora pal mont” (in giro per il mondo) è la figura perno attorno alla quale vengono illustrate la vita della famiglia e le attività che hanno sostenuto le popolazioni montane nei secoli scorsi.
Museo etnografico di Andreis
Il Museo etnografico di Andreis riassume ed evidenzia le origini, le caratteristiche e le particolarità del paese, integrate anche dall’osservazione delle architetture spontanee locali, rappresentate dalle caratteristiche case in pietra e legno. | Riferimenti | Ente Parco naturale delle Dolomiti friulane
Via Vittorio Emanuele, 27 - 33080 Cimolais (PN)
tel. 0427 87333 - fax 0427 877900
info@parcodolomitifriulane.it www.parcodolomitifriulane.it | Visualizza mappa |
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